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	<title>Anna Maria Corradini &#187; Una ricetta un mito e buon appetito</title>
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		<title>Patate e uova al forno</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 06:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Corradini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Una ricetta un mito e buon appetito]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale mito ricordano le uova? Secondo la mitologia greca i gemelli Castore e Polluce furono concepiti dall’accoppiamento di Zeus con Leda dopo essersi trasformato in cigno.  Leda era la moglie di Tindaro, re di Lacedemone. Nella stessa notte ella si unì anche al proprio marito e dalle due congiunzioni nacquero due coppie gemelle contenute dentro due uova. In ciascuna di esse furono generati  Polluce ed Elena la cui paternità fu attribuita a Zeus, e Castore e Clitennestra considerati figli di Tindaro.  Il luogo di nascita viene posto sul Taigeto, monte di Sparta. Castore e Polluce divennero eroi della Laconia e furono educati dal saggio centauro Chirone, mentre Elena era la bellissima Elena di Troia, moglie di Menelao, il fratello di Agamennone.  Paride, figlio del re di Troia Priamo, fu interpellato per giudicare che fosse la più bella tra Era, Athena e Afrodite. Nel giudizio  fu favorita Afrodite che gli promise... <a href="https://www.annamariacorradini.it/una-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/patate-e-uova-al-forno/287/" class="leggi-tutto">leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman,Times,serif; font-size: medium;"><a href="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/08/Pasta-ricotta-e-2.png"><img class=" size-medium wp-image-653 aligncenter" src="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/08/Pasta-ricotta-e-2-300x251.png" alt="Pasta ricotta e-2" width="300" height="251" /></a>Quale mito ricordano le uova? Secondo la mitologia greca i gemelli Castore e Polluce furono concepiti dall’accoppiamento di Zeus con Leda dopo essersi trasformato in cigno.  Leda era la moglie di Tindaro, re di Lacedemone. Nella stessa notte ella si unì anche al proprio marito e dalle due congiunzioni nacquero due coppie gemelle contenute dentro due uova. In ciascuna di esse furono generati  Polluce ed Elena la cui paternità fu attribuita a Zeus, e Castore e Clitennestra considerati figli di Tindaro.  Il luogo di nascita viene posto sul Taigeto, monte di Sparta. Castore e Polluce divennero eroi della Laconia e furono educati dal saggio centauro Chirone, mentre Elena era la bellissima Elena di Troia, moglie di Menelao, il fratello di Agamennone.  Paride, figlio del re di Troia Priamo, fu interpellato per giudicare che fosse la più bella tra Era, Athena e Afrodite. Nel giudizio  fu favorita Afrodite che gli promise la più bella donna del mondo, appunto Elena. La  dea lo aiutò a sedurla e rapirla. Il fatto provocò la guerra di Troia per vendetta dei Greci a causa  dell&#8217;offesa subita da Menelao, come racconta Omero nell&#8217;Iliade.  Clitennestra, moglie di Agamennone, mentre il marito era a combattere a Troia, lo tradì con il cugino Egisto e lo uccise al suo ritorno. Suo figlio, Oreste, vendicò il padre uccidendo a sua volta Clitennestra e Egisto. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,Times,serif; font-size: medium;">Presso i Romani è nota la frase di Orazio <span style="font-family: Times New Roman,Times,serif; font-size: medium;">(<span class="testo_corsivo"><em>Satire</em></span> I, 3, 6-7) &#8220;</span>ab ovo usque ad mela&#8221;   (dall’uovo  alle mele). Un modo di dire latino per indicare che i Romani erano soliti iniziare il pasto con le uova e terminarlo con la frutta, con il significato di svolgere un&#8217;azione con continuità, lungamente e senza interruzione.<br />
</span></p>
<p>La ricetta qui proposta è semplice, leggera e a base di uova, ma non è una frittata anche se le assomiglia molto.</p>
<p>Ingredienti per 3/4 persone:</p>
<p>4 patate di media grandezza</p>
<p>6 uova</p>
<p>g. 100 parmigiano grattugiato</p>
<p>olio extravergine di oliva</p>
<p>qualche foglia di menta</p>
<p>Dopo avere sbucciato e lavato le patate, gattugiarle da crude con una normale grattugia per il formaggio. Ne risulterà una polpa omogenea e farinosa. Sbattere le uova energicamente con una frusta. Aggiungere sale, pepe e il parmigiano. Foderare una teglia con carta forno non molto grande, ma che possa contenere il composto. Versare la polpa delle patate e distribuirla uniformemente nel contenitore. Aggiungere le uova con il parmigiano, le foglie di menta e un filo d&#8217;olio. Mettere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti , finché non si forma una doratura in superficie. Lasciare raffreddare per qualche minuto e servire.</p>
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		<title>Zucca, mele e pistacchio: i Ciclopi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 07:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Corradini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Una ricetta un mito e buon appetito]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nella mitologia greca i Ciclopi sono di tre specie. I Ciclopi Urani, figli di Urano e Gaia, i Ciclopi Siciliani, compagni di Polifemo, che si trovano nell&#8217;Odissea, i Ciclopi costruttori. I Ciclopi Urani fanno parte della prima generazione divina, quella dei Giganti. Hanno un solo occhio, e sono abili nella manualità per forza e abilità. Si chiamano Bronte, Sterope o Asterope e Arge, detentori rispettivamente del Tuono, del Lampo e del Fulmine. Catturati da Urano, vengono liberati da Crono che poi li incatenerà nel Tartaro, fino a quando Zeus si servirà di loro, avvertito da un oracolo, per riportare la vittoria definitiva. Li libererà e in cambio otterrà il tuono, il lampo e il fulmine. Consegnarono ad Ade un elmo che lo rese invisibile, a Poseidone un tridente. Così affrontarono i Titani e li precipitarono nel Tartaro. Secondo la tradizione il Ciclope Bronte fondò l&#8217;omonima cittadina che si trova... <a href="https://www.annamariacorradini.it/una-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/zucca-mele-e-pistaccho/492/" class="leggi-tutto">leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/07/Pasta-ricotta-e-2.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-636" src="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/07/Pasta-ricotta-e-2-300x251.png" alt="Pasta ricotta e-2" width="300" height="251" /></a></p>
<p>Nella mitologia greca i Ciclopi sono di tre specie. I Ciclopi Urani, figli di Urano e Gaia, i Ciclopi Siciliani, compagni di Polifemo, che si trovano nell&#8217;Odissea, i Ciclopi costruttori. I Ciclopi Urani fanno parte della prima generazione divina, quella dei Giganti. Hanno un solo occhio, e sono abili nella manualità per forza e abilità. Si chiamano Bronte, Sterope o Asterope e Arge, detentori rispettivamente del Tuono, del Lampo e del Fulmine. Catturati da Urano, vengono liberati da Crono che poi li incatenerà nel Tartaro, fino a quando Zeus si servirà di loro, avvertito da un oracolo, per riportare la vittoria definitiva. Li libererà e in cambio otterrà il tuono, il lampo e il fulmine. Consegnarono ad Ade un elmo che lo rese invisibile, a Poseidone un tridente. Così affrontarono i Titani e li precipitarono nel Tartaro. Secondo la tradizione il Ciclope Bronte fondò l&#8217;omonima cittadina che si trova sull&#8217;Etna in provincia di Catania, centro importante per la produzione dei pistacchi, che sono tra i migliori al mondo. Vengono chiamati &#8220;oro verde&#8221; e rappresentnoa una fonte preziosa di economia per la zona.</p>
<p>La ricetta proposta è molto semplice e delicata.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<p>Zucca g. 500 (senza buccia)</p>
<p>due mele verdi</p>
<p>g. 100 granella di pistacchio</p>
<p>olio extravergine di oliva</p>
<p>pepe</p>
<p>farina q. b.</p>
<p>Affettare la zucca a fettine sottili, non più alte di un centimetro, infarinarle da una parte e dall&#8217;altra e adagiarle su una teglia foderata con carta forno, una accanto all&#8217;altra. Tagliare a fettine anche le due mele e collarle sopra la zucca fino a coprirla interamente. Cospargere il tutto con granella di pistacchio fino a formare uno strato uniforme. Aggiungere sale,  pepe e olio. mettere in forno caldo a 180° per 35-40 minuti e servire dopo avere lasciato raffreddare la pietanza finché non sia diventata tiepida.</p>
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		<title>Le frittelle della nonna: la storia di Anteo</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 08:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Corradini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Una ricetta un mito e buon appetito]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Anteo era un gigante, figlio di Poseidone e di Gaia. Abitava in Libia , non lontano da Utica secondo Lucano, in Marocco secondo la maggiorparte degli autori. Costringeva tutti i viaggiatori a lottare contro di lui. Dopo averli uccisi, ornava con le loro spoglie il tempio del padre. Anteo era invulnerabile finché stava a contatto con la terra  che era sua madre. Eracle, quando giunse in Libia, alla ricerca dei pomi d&#8217;oro, lottò contro di lui e lo soffocò sollevandolo sulle spalle. le frittelle oggi proposte sono molto semplici da preparare. Ingredienti per circa dieci frittelle: g. 100 di farina per dolci g. 75 zucchero di canna un bicchiere di latte due uova una bustina di lievito per dolci olio extra vergine di oliva una banana, o in alternativa una mela. Montare a parte gli albumi a neve aggiungendo un pizzico di sale. Sbattere i tuorli d&#8217;uovo con lo... <a href="https://www.annamariacorradini.it/una-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/le-frittelle-della-nonna/340/" class="leggi-tutto">leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2015/03/Pasta-ricotta-e.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-630" src="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2015/03/Pasta-ricotta-e-300x251.png" alt="Pasta ricotta e" width="300" height="251" /></a></p>
<p>Anteo era un gigante, figlio di Poseidone e di Gaia. Abitava in Libia , non lontano da Utica secondo Lucano, in Marocco secondo la maggiorparte degli autori. Costringeva tutti i viaggiatori a lottare contro di lui. Dopo averli uccisi, ornava con le loro spoglie il tempio del padre. Anteo era invulnerabile finché stava a contatto con la terra  che era sua madre. Eracle, quando giunse in Libia, alla ricerca dei pomi d&#8217;oro, lottò contro di lui e lo soffocò sollevandolo sulle spalle.</p>
<p>le frittelle oggi proposte sono molto semplici da preparare.</p>
<p>Ingredienti per circa dieci frittelle:</p>
<p>g. 100 di farina per dolci</p>
<p>g. 75 zucchero di canna</p>
<p>un bicchiere di latte</p>
<p>due uova</p>
<p>una bustina di lievito per dolci</p>
<p>olio extra vergine di oliva</p>
<p>una banana, o in alternativa una mela.</p>
<p>Montare a parte gli albumi a neve aggiungendo un pizzico di sale. Sbattere i tuorli d&#8217;uovo con lo zucchero finché non sia ben amalgamato. Versare nello stesso contenitore dei tuorli il latte tiepido, la farina e il lievito e gli albumi, mescolando lentamente senza creare grumi. La miscela ottenuta deve essere fluida ma nello stesso tempo abbastanza consistente.  Alla fine aggiungere   la banana o la mela tagliate a fettine sottili.  In una padella versare l&#8217;olio secondo la quantità desiderata  e riscardarlo abbastanza senza che sia troppo bollente. Con un cucchiaio attingere una piccola quantità del composto e versarlo nell&#8217;olio, procedendo fino ad esaurimento. Lasciare friggere le frittelle fino al raggiungimento di una doratura leggera, rigirandole più volte. Durante la cottura si gonfieranno leggermente. Depositare le frittelle su carta assorbente e spoverarle con un pizzico di zucchero a velo. Lasciarle raffreddare e gustarle tiepide.</p>
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		<title>Fantasia ricotta verza e pinoli</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Corradini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Una ricetta un mito e buon appetito]]></category>

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		<description><![CDATA[I pinoli  hanno un sapore accattivante e delicato e fin dai tempi più remoti considerati afrodisiaci allo scopo di aumentare la fertilità. Il pino che li produce con la pigna che ne è il contenitore, essendo un albero sempreverde, fu oggetto di venerazione da parte di popoli antichissimi. La pigna stessa infatti è simbolo di morte e rinascita in quanto piena di frutti, appunto i pinoli. In Grecia durante le feste di propiziazione  di fecondità, le pigne  chiuse venivano adoperate per favorire la produttività della terra; per la forma caratteristica esse rappresentavano l&#8217;attributo maschile contenente i semi della procreazione.  Un altro chiaro riferimento per la forma è l&#8217;associazione con l&#8217;uovo cosmico, simbolo della nascita e della continuità della vita.  Essa appare nelle rappresentazioni babilonesi già nel IX secolo a. C. Nella tradizione romana  i pinoli vengono esaltati come apportatori di fertilità. Ovidio  li considera cibo adatto a favorire l&#8217;amore. Anche... <a href="https://www.annamariacorradini.it/una-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/fantasia-ricotta-verza-e-pinoli/282/" class="leggi-tutto">leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/07/buy-1-get-1-free-2.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-585" src="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2017/07/buy-1-get-1-free-2-300x251.png" alt="buy 1 get 1 free-2" width="300" height="251" /></a></p>
<p>I pinoli  hanno un sapore accattivante e delicato e fin dai tempi più remoti considerati afrodisiaci allo scopo di aumentare la fertilità. Il pino che li produce con la pigna che ne è il contenitore, essendo un albero sempreverde, fu oggetto di venerazione da parte di popoli antichissimi. La pigna stessa infatti è simbolo di morte e rinascita in quanto piena di frutti, appunto i pinoli.<br />
In Grecia durante le feste di propiziazione  di fecondità, le pigne  chiuse venivano adoperate per favorire la produttività della terra; per la forma caratteristica esse rappresentavano l&#8217;attributo maschile contenente i semi della procreazione.  Un altro chiaro riferimento per la forma è l&#8217;associazione con l&#8217;uovo cosmico, simbolo della nascita e della continuità della vita.  Essa appare nelle rappresentazioni babilonesi già nel IX secolo a. C.<br />
Nella tradizione romana  i pinoli vengono esaltati come apportatori di fertilità. Ovidio  li considera cibo adatto a favorire l&#8217;amore.<br />
Anche Plinio ne afferma le capacità di grande efficacia per potenziare le capacità virili, aggiungendo che avevano anche proprietà terapeutiche per lo stomaco. In cucina i Romani li usavano ampiamente per condire carni, salse e cibi vari.<br />
Nella ricetta che qui si descrive i pinoli rappresentano un ingrediente importare che ne arricchisce il sapore.</p>
<p>Ingredienti per quattro persone:</p>
<p>g. 700 di ricotta</p>
<p>g. 500 di foglie di verza</p>
<p>una manciata di pinoli</p>
<p>un cucchiaio di uva sultanina o passolina</p>
<p>g. 100 pangrattato</p>
<p>3/4 acciughe sott&#8217;olio</p>
<p>olio extravergine d&#8217;oliva</p>
<p>mezzo bicchiere di vino bianco</p>
<p>Lasciare scolare la ricotta per almeno otto ore perché deve essere asciutta e compatta. Cuocere la verza con un cucchiaio di olio e uno spicchio d&#8217;aglio in una padella antiaderente per una decina di minuti fino a quando le foglie non siano leggerrmente appassite. Togliere l&#8217;aglio. Aggiungere il vino e lasciare evaporare. Foderare una teglia con un foglio di carta forno. Disporvi la ricotta e appiattirla distribuendola uniformemente con un cucchiaio. Adagiare sopra la verza fino a ricoprire del tutto la ricotta. Spargervi sopra pinoli e uvetta con le acciughe spezzettate. Spolverare il composto con il pangrattato. Infornare a una temperatura di 180° per trenta minuti. Far gratinare la parte superiore dello sformato per cinque minuti favorendo così la tostatura dei pinoli e del pangrattato. Togliere dal forno, lasciare riposare per qualche minuto e servire.</p>
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		<title>Pesto alla menta</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Corradini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Una ricetta un mito e buon appetito]]></category>

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		<description><![CDATA[Menta, Mente o Myntha era una una ninfa che abitava negli Inferi, nata dal fiume Cocito, affluente dell&#8217;Acheronte.Secondo la mitologia fu oggetto di gelosia di Persefone, moglie di Ade-Plutone, di cui fu concubina. La dea infuriata per gli insulti ricevuti dalla bellissima ninfa, la ridusse in pezzi.  Ade la trasformò  in una pianta profumata sul monte Trifilo in Bitinia.  Pare che la stessa Persefone facesse in modo che risultasse una piantina insulsa e senza bellezza, o anche secondo un&#8217;altra versione, Demetra, madre della regina  degli Inferi, la rese sterile per vendetta, impedendo così che potesse dare frutti. In cucina la menta è largamente impiegata per il suo profumo intenso e aromatico, dal tipico sapore pungente e piccante. La ricetta che qui si propone è semplice e veloce. Si tratta di un pesto di menta per condire principalmente la pasta. Ingredienti: Spaghetti Menta fresca Pinoli tostati Gherigli di noce Un cucchiaino... <a href="https://www.annamariacorradini.it/una-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/un-ricetta-un-mito-e-buon-appetito/266/" class="leggi-tutto">leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2014/11/pesto-alla-menta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-568" src="http://www.annamariacorradini.it/wp-content/uploads/2014/11/pesto-alla-menta-300x200.jpg" alt="pesto-alla-menta" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Menta, Mente o Myntha era una una ninfa che abitava negli Inferi, nata dal fiume Cocito, affluente dell&#8217;Acheronte.Secondo la mitologia fu oggetto di gelosia di Persefone, moglie di Ade-Plutone, di cui fu concubina. La dea infuriata per gli insulti ricevuti dalla bellissima ninfa, la ridusse in pezzi.  Ade la trasformò  in una pianta profumata sul monte Trifilo in Bitinia.  Pare che la stessa Persefone facesse in modo che risultasse una piantina insulsa e senza bellezza, o anche secondo un&#8217;altra versione, Demetra, madre della regina  degli Inferi, la rese sterile per vendetta, impedendo così che potesse dare frutti.</p>
<p>In cucina la menta è largamente impiegata per il suo profumo intenso e aromatico, dal tipico sapore pungente e piccante. La ricetta che qui si propone è semplice e veloce. Si tratta di un pesto di menta per condire principalmente la pasta.</p>
<p>Ingredienti:</p>
<p>Spaghetti</p>
<p>Menta fresca</p>
<p>Pinoli tostati</p>
<p>Gherigli di noce</p>
<p>Un cucchiaino di parmigiano</p>
<p>Sale grosso aromatizzato</p>
<p>Pepe rosa</p>
<p>Curry</p>
<p>Si consiglia di usare gli spaghetti di media grossezza. Il pesto è composto di pochi ingredienti che gli conferiscono un sapore particolare. Ecco come procedere. La quantità della menta è  discrezionale a seconda del numero di piatti da realizzare. In genere un mazzetto  non molto voluminoso basta per tre o quatto commensali. Selezionare le foglie  fresche staccate dal rametto. Dopo averle lavate e asciugate con un panno, metterle in un mixer con gherigli di noce, pinoli tostati, qualche grano di sale grosso aromatizzato, pochi chicchi di pepe rosa e a piacere un cucchiaino di parmigiano. Aggiungere olio extravergine di oliva quanto basta. Se necessario un poco d&#8217;acqua di cottura della pasta. Frullare il tutto fino a quando non si realizza una miscela omogenea e cremosa. Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata. Versare la pasta in una coppa, aggiungere il pesto e mescolare il tutto. Spolverare con il curry e servire.</p>
<p>Buon appetito.</p>
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