La festa del Carmine a Palermo

Alla fine dell’Ottocento uno dei quartieri più poveri della città era quello dell’Albergheria. Tuttavia qui la gente trovava il modo di divertirsi e di organizzare feste religiose di una certa importanza visto che sul Giornale di Sicilia del 1894, fu pubblicato un articolo sulla bellissima festa del Carmine, svoltasi appunto in quella zona, con grande partecipazione di innumerevoli devoti e di un popolo acclamante, così come è scritto: Dopo il grande, il piccolo festino dell’Albergheria, come volgarmente si chiama la festa del Carmine. Per le vie che sono attorno alla chiesa del Carmine, fin da iersera è una grande animazione di gente che sfida impavida i calori di questo scorcio di mese, e passeggia per quelle strade e per quei vicoli luridi –veri formicai umani-come se prendesse il fresco alla Marina o al Giardino Inglese. Uomini e donne, con gli abiti nuovi fiammanti, e coi volti lucidi e rubicondi dal… leggi tutto

I concorsi musicali alla fine dell’800

Anche oltre cento anni fa erano in voga i concorsi musicali, a cui partecipavano cantanti della tradizione popolare siciliana, per promuovere la cultura dell’isola in ambito artistico. La canzone siciliana riscuoteva larghi consensi presso il pubblico palermitano, anzi era di moda organizzare spettacoli, per far divertire la gente e accontentare la vasta platea cittadina. Esisteva un comitato permanente per la canzone siciliana, che si occupava in maniera stabile della promozione di iniziative che riguardavano il mondo dell’attività musicale in Sicilia. A tale proposito è gradito segnalare un simpatico articolo apparso sul Giornale di Sicilia alla fine dell’Ottocento che riguardava l’organizzazione di un festival della canzone siciliana: “Il comitato permanente per la canzone popolare siciliana ci comunica il programma completo della festa musicale che avrà luogo al Politeama Garibaldi la sera del 3 settembre, per l’esecuzione delle canzoni in concorso, innanzi alle giurie, che decideranno per l’aggiudicazione dei premi. Dopo lo… leggi tutto

Cronache dal passato: Giornale di Sicilia 31 agosto 1894

Nella cronaca cittadina del Giornale di Sicilia nel lontano 1894, apparve un articolo che riguardava un magnifico banchetto svoltosi per la partenza del terzo reggimento, che era di stanza a Palermo fino a quel momento. Si tratta di una vera e propria cronaca mondana che nasconde in sé la stretta sorveglianza di cui era oggetto la Sicilia da parte del governo centrale, con la presenza permanente dell’esercito, per un controllo costante del territorio, spesso infestato dal banditismo dilagante, e sconvolto da sommosse da parte dei contadini e delle classi indigenti sfruttate e indifese. Era il tempo della formazione dei Fasci dei lavoratori, fondati per la rivendicazione dei diritti di chi era costretto a lavorare in condizioni terribili, come per i contadini, o le donne e i bambini sfruttati in modo quasi disumano, nell’attività nelle miniere di zolfo. I lavoratori cominciavano a scoprire la forza nelle forme associazionistiche, per affermare i… leggi tutto

Eraclea Minoa: fra mito e storia

La leggenda narra che il nome Minoa fu messo per onorare la morte del re di Creta Minosse venuto in Sicilia per vendicarsi dell’architetto ateniese Dedalo, colpevole di aveva favorito la moglie di Minosse, Pasifae a congiungersi con un toro, dal quale accoppiamento contro natura nacque il Minotauro, come già detto. Il sito dell’ antica Heraclea Minoa, sulla sinistra del Fiume Platani (antico Halikos) è denominato Capobianco proprio perché si protende sul mare una lingua di terra di roccia marmorea all’ estremità sud-occidentale dell’ altopiano su cui si estendeva la città antica. In età storica Minoa è citata da Erodoto come colonia selinuntina, a proposito della spedizione spartana di Dorieo in Sicilia, dopo il cui fallimento Eurileonte occupa la città (fine del VI sec. a.C.). Intorno a quel tempo si colloca il successo agrigentino su Minoa. Successivamente a questi avvenimenti Minoa dovette cadere stabilmente in potere ad Akragas per tutto… leggi tutto

L’organizzazione politico-amministrativa della Sicilia sotto i Borbone

Prima della dominazione borbonica, la Sicilia era suddivisa in tre valli: Val di Mazara ad ovest, Val Demone ad est, Val di Noto a sud est, secondo una divisione più geografica che sostanzialmente giuridica. Tale rimase fino alla Costituzione del 1812, dopo la quale l’isola fu divisa in ventitre distretti, in ottemperanza anche ad esigenze territoriali. Con decreto di Ferdinando IV, divenuto poi Ferdinando I delle Due Sicilie, dal 1818 fu dato un nuovo assetto territoriale. Furono confermati i ventitre distretti, vennero istituite sette intendenze, rette da un intendente che governava con un consiglio di intendenza composto da cinque membri di nomina regia, ed era assistito da un consiglio provinciale formato da venti consiglieri nominati dal re su proposta dei decurionati cittadini, una sorta di giunte comunali. Le intendenze erano suddivise in ventitre distretti con a capo un sottointendente coadiuvato da un consiglio distrettuale di dieci consiglieri. L’area territoriale di… leggi tutto

Intervista a Vito Cascio Ferro: Seconda parte

G: Giornalista V:Vito CascioFerro G – Il Questore Ceola, responsabile delle indagini a Palermo, in un resoconto dettagliato inviato al presidente della Sezione di Accusa di Palermo annota una serie di lettere anonime provenienti anche da New York che lo accusano di essere il mandante dell’omicidio assieme ad altri pregiudicati tutti arrestati e poi assolti per insufficienza di prove in istruttoria. Tra queste ve ne è una molto singolare. Eccola “New York 14 marzo 1909. Illustrissimo Signor Questore. Su voi cade la responsabilità dell’assassinio del povero Petrosino, perchè voi sapendo la sua alta missione, non lo faceste mai accompagnare dai vostri dipendenti. Così si sarebbe evitato una così immensa catastrofe. In ogni modo cosa fatta capo a; solo voglio dirvi che organizzatori di tale assassinio furono: Giuseppe Morello, capo mafia e capo della Mano Nera oggi a New York; Giuseppe Fontana capo mafia ed autore dell’assassinio di Notarbartolo; Ignazio Milone… leggi tutto

Intervista a Vito Cascio Ferro: Prima parte

Agosto 1911. Incontro Vito Cascio Ferro in un caldo pomeriggio estivo. Mi riceve nella sua casa ben arredata ed elegante. Si presenta con un’aria distaccata e guarda in viso con occhi penetranti ed indagatori. Veste in abito scuro realizzato da ottime sartorie, si vede dal taglio impeccabile e dalle rifiniture, completo di gilet, cravatta e camicia bianca con polsini d’oro. Le mani sono curate, lunghe e squadrate, tradiscono forse un passato di duro lavoro contadino, ma adesso sono lisce e non più acconce ad eseguire lavori manuali. Non trapela nervosismo dal suo sguardo freddo, il volto è impassibile, le labbra accennano un rapido mezzo sorriso. Mi fa accomodare su una poltrona, mentre la luce accecante filtra offuscata dalle tende del salotto. Gli chiedo come mai abbia deciso di accettare di essere intervistato sull’omicidio di Joe Petrosino. Non si scompone, si siede lentamente e mi risponde che è molto incuriosito dalle… leggi tutto

I misteri ad Enna

Enna tra mito e realtà. Anticamente era il centro del culto di Demetra-Cerere e della figlia Kore-Persefone, divinità della terra legate alla fertilità e all’attività agraria. Le fonti classiche da Diodoro Siculo a Cicerone, da Ovidio a Claudiano, per citare solo le più famose, decantano Enna come il luogo mitico dove avvenne il ratto di Kore, da parte del dio Plutone, signore degli Inferi. La storia è nota: mentre la bellissima figlia di Demetra, Kore, raccoglie fiori, assieme alle ninfe, sue compagne di gioco, in un luogo meraviglioso, un prato sempre fiorito, che il mito colloca nella città ennese, ecco che Ade, dio degli Inferi, invaghitosi della fanciulla, emergendo dalle profondità della terra, apparso all’improvviso da una grotta, rapisce Kore trasportandola sul suo carro, incurante delle sue grida e delle implorazioni accorate delle ninfe, che assistono inermi. Demetra, affranta per la scomparsa della figlia, vaga disperata alla sua ricerca, rendendo… leggi tutto

Apuleio e L’asino d’oro

Le “Metamorfosi” o “L’asino d’oro” è un’opera di Lucio Apuleio, vissuto nel II secolo d. C. originario di Madaura, città della Numidia, provincia romana. La storia, sotto forma di romanzo, narra le avventure di Lucio, il protagonista, che per  un sortilegio magico, viene trasformato in asino, continuando a mantenere le capacità cognitive di essere umano. Tutta la trama si snoda attraverso le peripezie tragicomiche dell’infelice malcapitato, che cerca disperatamente di riprendere sembianze di uomo. Si tratta di un viaggio iniziatico vero e proprio con molti ostacoli e prove che Lucio deve superare prima di subire la trasformazione per riprendere il primitivo aspetto. La sua metamorfosi non sarà solo fisica, ma anche interiore. Tuttavia, riprese le sembianze umane, l’autore vuol dimostrare al lettore, che l’essere umano è spesso sciocco e non sa trarre insegnamento dall’esperienza della vita. Nell’XI libro dell’opera il protagonista invoca la dea Iside con una preghiera che proviene… leggi tutto

Giornale Officiale di Palermo, 10 maggio 1830: Tentato suicidio

Un uomo tenta il suicidio sparandosi sotto il mento, le sue condizioni si presentano subito molto critiche. Viene ricoverato all’ospedale militare di S. Francesco Saverio la notte del 6 marzo. Si tratta di un soldato della Gendarmeria Reale, si chiama Michele Borelli. Si legge testualmente: ”la ferita fu complicata da frattura composta della parte corrispondente all’osso mascellare superiore, con lacerazione di tutti i muscoli, e mancanza di una porzione di essi. La palla dirigendosi in alto, e verso l’esterno, sortì al di sotto dell’arco zigomatico in vicinanza dell’osso molare, la guancia sinistra venne quasi interamente asportata. Si formò allora il più terribile pronostico, attesa la vicinanza del cervello e delle sue membrane. Ma grazie sempre all’abilità del primo chirurgo di quello stabilimento, Vincenzo Sichera, ed a quell’interesse particolare che egli prende della sorte degli individui abbandonati alle sue cure, grazie pure alle sagge previdenze degli amministratori e impiegati tutti di… leggi tutto

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